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Con gli invisibili ci siamo commossi

04 novembre 2019
Carcere

“La cena con i senzatetto è stata strabiliante, uno di loro ha scherzato subito con noi, facendo così spuntare un sorriso a noi e agli altri ospiti della sala, togliendo un po’ di tristezza!” così ha scritto un’allieva del Cfpcemon di Mondovì al termine di un viaggio speciale a Rimini."

Ormai gli allievi lo sanno: con la nostra agenzia formativa, quando possibile, non si fanno gite ma viaggi alla scoperta di quella umanità che spesso è dimenticata.
In passato siamo andati in Sicilia per capire e vedere il fenomeno delle migrazioni, siamo stati a San Patrignano per riflettere sul grave problema della tossicodipendenza: quest’anno abbiamo voluto riflettere sul tema dell’accoglienza.


Ci ha aiutato la Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini che ci ha ospitato in tre contesti differenti:

  • un gruppo è stato in un carcere senza sbarre,
  • un altro nella comunità che aiuta ragazzi a disintossicarsi,
  • l’ultimo ha incontrato le donne che vogliono uscire dalla tratta.


Per non farci mancare nulla, al termine di una giornata intensissima ed emozionante, ci siamo “fatti accoglienza” ed abbiamo vissuto una cena speciale invitando nel nostro hotel una trentina di senzatetto per un giro pizza.

Queste poche righe scritte dai ragazzi dicono un po’ di questo viaggio speciale:

“Ho incontrato dei ragazzi che avevano le lacrime agli occhi raccontando della loro vita e mi hanno molto commosso”.


“Penso che queste persone dobbiamo guardarle con occhi diversi, e provare a metterci nei loro panni per un secondo e capire quanto sia brutto essere in quelle condizioni! Penso che nella vita ognuno di noi abbia bisogno di essere ascoltato e di avere una casa”.

“In questo viaggio ho capito che non dobbiamo giudicare subito le persone, ma prima capirle”.

“È stata un’esperienza molto significativa, mi ha fatto conoscere persone e storie che mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi, per la vita, le disgrazie ed i problemi che hanno vissuto. Un viaggio che mi ha arricchito pensando a tutte le donne tradite dalla propria famiglia, dagli amici o conoscenti, ai barboni che si sentono soli, abbandonati, senza una casa, una famiglia o semplicemente un Buongiorno al mattino”.

Un viaggio che ci ha sorpreso anche al ritorno

Quando il giornalista Marco Turco ha saputo del nostro viaggio, ne è rimasto affascinato e ha voluto intervistare lui stesso alcuni dei ragazzi che l'hanno affrontato.

L'abbiamo invitato nel laboratorio di ristorazione di Mondovì mercoledì 23 ottobre e ha scritto per noi un bellissimo articolo pubblicato sul n°41 del settimanale "L'Unione Monregalese" che si apre così: «Mi ha raccontato che era lì perché ha ucciso sua moglie. Certo che ero a disagio... ma mi sono commossa. E ci tornerei». 

Il pensiero del responsabile della sede di Mondovì Giulio Tiraboschi

Sono tante piccole suggestioni che raccontano bene come questo viaggio all’insegna dell’accoglienza abbia lasciato un segno tangibile, anche solo per lo sguardo diverso che ora abbiamo su queste persone.

In particolare mi ha colpito tantissimo il clima di festa vissuto con i senzatetto di Rimini. È difficile immagine un salone dove giovani di una scuola e senzatetto di una città possano incontrarsi alla pari e raccontarsi le loro reciproche storie. Non ha prezzo aver potuto ammirare i miei allievi “perdere tempo” a fianco di queste persone abituate all’invisibilità.
Come sempre, un grazie a tutti i colleghi del CFPCemon per il supporto, al nostro Direttore, Mario Barello che ha creduto alla bontà di questo viaggio e a tutte le famiglie dei nostri allievi che si sono fidate di questa proposta educativa del tutto particolare.

Ascoltate “Esseri umani” di Marco Mengoni e lasciatevi interrogare dal testo bellissimo di questa canzone.

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