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Hai controllato se hai fatto la scelta giusta?

23 aprile 2020
Specchio

A circa un anno di vita, davanti ad uno specchio, ci accorgiamo che esistiamo. Inizia la consapevolezza dell’io fisico ma il percorso verso la conoscenza di noi stessi richiederà ancora molto impegno e tempo. 

La consapevolezza è un concetto di cui hanno parlato tutti in questo periodo in cui la quarantena ci ha obbligati a stare con noi stessi.

Lo facciamo anche noi perché è una chiave importante nella scelta dei percorsi scolastici e formativi.

Fare valutazioni, prendere decisioni, mettere in discussione in modo critico una scelta sono operazioni utili per evitare che questa si riveli “problematica” a posteriori. Tutte queste operazioni richiedono una buona conoscenza di sé.

Orientarsi non è sapere la destinazione ma imparare a guidare. 

Quando presentiamo le attività di Orientamento spesso i genitori le associano a quegli incontri che li avevano coinvolti come destinatari 20-30 anni fa.

Oggi li chiamiamo i “salotti dell’orientamento”, un’attività ancora presente ma marginale rispetto al lavoro che facciamo con ragazzi di tutte le età: dall’orientamento precoce durante la scuola primaria alle attività con i ragazzi  della scuola media, da chi vuole lasciare la scuola per entrare nel mondo del lavoro a chi vuole scegliere una facoltà universitaria.

L’orientamento come oggi viene inteso non è più un insieme di attività finalizzate a evidenziare quale percorso sia più o meno giusto in assoluto, ma ad incalzare verso una riflessione che parta dal singolo individuo rispetto ai propri elementi e i criteri della scelta.

Non solo una vetrina di opportunità quindi ma un metodo per educare, da una parte alla scoperta di sè stessi e dei propri talenti, dall’altra all’esplorazione di possibili soluzioni e alla risoluzione di problemi.

Per farlo il primo mattoncino è una consapevole conoscenza di sé stessi.

Quante volte in un progetto dimentichiamo di controllare se stiamo raggiungendo gli obiettivi? Favorite momenti di verifica con i vostri figli.

La scelta dei percorsi formativi e scolastici è un processo frutto di considerazioni ed esplorazioni.

Fatta? Ok, come in ogni processo sono importantissimi i momenti di test.

I ragazzi in età adolescenziale per loro struttura evolutiva, esercitano le scelte scolastiche talvolta come tentativi di definizione degli interessi, che diventano con la maturazione scelte più realistiche. È abbastanza comune che durante i primi anni di scuola superiore mostrino qualche incertezza o insoddisfazione rispetto la scelta del percorso scolastico.

Atteggiamenti negativi e apatici, rendimento insufficiente, insoddisfazione sono alcuni dei segnali che qualcosa è andato storto.

E’ il momento in cui la famiglia e il ragazzo o la ragazza possono comprendere insieme cosa non ha funzionato e individuare la soluzione più adatta.

A volte è sufficiente una rimotivazione della scelta già effettuata, oppure cambiare metodo di studio o ancora capire se altri ambiti personali interferiscono con l’andamento scolastico. In altri casi è necessario supportarli nella rivalutazione del percorso scelto, rimettendo in discussione il processo di scelta che ha portato alla decisione.

È davvero la scuola giusta per te?

Quali sono stati i criteri che ti hanno portato a scegliere?

Qual è stato il nostro ruolo di genitori?

Abbiamo influenzato in qualche modo la scelta?

Altri l’hanno influenzata?

Qual è davvero la passione di mio figlio o figlia?

Il cambiamento spaventa, è oneroso, incerto, mette in crisi e smonta le credenze. Ma è possibile e funzionale per migliorare la propria vita.

Se le risposte a queste e altre mille domande piegano verso la consapevolezza che il percorso non è il più adatto, niente panico: mai come in questo momento abbiamo chiaro che la vita è sempre messa alla prova da crisi e cambiamenti!

Come in ogni altro contesto può accadere anche nel tortuoso percorso formativo e professionale e saperlo riconoscere è la prima vittoria.

Per il sistema famiglia sostenere il proprio figlio o figlia in un momento di indecisione e cambiamento può essere frustrante e obiettivamente oneroso (il peso del “fallimento”, questioni economiche, sentimenti negativi, ecc): ma se il cambiamento costa, quanto potrebbe costare perseverare in un sistema contrario alle proprie attitudini e aspirazioni?

Sono necessari dei ripensamenti e degli aggiustamenti nella ricerca della propria vocazione (a noi adulti, quante volte è accaduto di pensare “non so ancora cosa farò da grande!”). Cambiamo noi, cambia il mercato del lavoro, cambiano le influenze: vale la pena, vista l’importanza dell’argomento, fermarsi, esplorare e costruire un nuovo piano decisionale.

Mettiamoci allo specchio

Sarebbe bello se potessimo metterci davanti a quello specchio, muovere una manina, e scoprire chi siamo proprio come quando lo abbiamo fatto con il nostro corpo tanti anni fa.

Per quanto riguarda le scelte scolastiche e formative lo specchio c’è e si chiama Orientamento alla scelta.

I nostri sportelli Obiettivo Orientamento Piemonte sono aperti on line

A cura di

Elisa Santoro

Psicologa, si occupa di orientamento e formazione con ragazzi e adulti e collabora con Istituti scolastici ed altri Enti accreditati. E' consulente al Cfpcemon da anni e segue anche i servizi al lavoro. Grande appassionata di libri noir, in particolare quelli legati al territorio, e con il suo cane Bruno, si diverte a recensirli su una pagina Instagram.

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