Partecipato seminario – martedì scorso -nella sede di Mondovì del Cfp Cebano-Monregalese sul tema “Attività formative per gli apprendisti”, organizzato dal Consiglio provinciale dei Consulenti del Lavoro in collaborazione con il Cfp, che ha coinvolto oltre la metà degli iscritti, una sessantina, per assistere alla relazione del dottor Pietro Viotti, funzionario dell’Assessorato Regionale alla formazione, che si è occupato della predisposizione delle Linee di Indirizzo regionali, disposizioni alle quali si sono riferite le province nella predisposizione dei bandi. Al tavolo dei relatori anche Claudio Meriggio, dirigente del settore Istruzione e Formazione Professionale della Provincia di Cuneo e Simonetta Bruno per il Cfp. Prima dell’inizio dei lavori è intervenuto anche l’assessore provinciale con delega al Lavoro e Turismo Pietro Blengini, mentre l’introduzione è stata fatta dal presidente del Consiglio dei Consulenti della provincia di Cuneo, Gianni Trombetta, assieme al direttore del Cfp, Mario Barello. Per la Provincia ha presenziato anche il funzionario Pietro Giordano. «Da circa dieci anni – ha detto nel suo intervento Mario Barello – il Cfp eroga attività per giovani assunti con contratto di apprendistato, favorendo interventi, che pur nella molteplicità dei ruoli aziendali, diano la possibilità di crescita professionale e culturale ai giovani. Con il nuovo avviso provinciale si ha a disposizione uno strumento innovativo che permetterà di valorizzare “il mestiere” appreso sul posto di lavoro, e proporre una formazione di base e trasversale che tenga anche conto del titolo di studio dell’apprendista. Il Cfp oggi si presenta con una nuova veste, sarà di fondamentale importanza la collaborazione con i consulenti del lavoro, le associazioni di categoria e le imprese del territorio. Il coordinatore formativo del Cfp sarà la figura che seguirà in stretta sinergia con i tutori aziendali la crescita professionale e culturale dei giovani contribuendo al processo di certificazione delle competenze acquisite. Questo è un ulteriore servizio che abbiamo il piacere di fornire alle imprese ed alle aziende artigiane del territorio, insieme a quelli che sono già in essere quali gli stage e tirocini finalizzati a favorire l’incontro tra domanda e offerta, la proposta di candidature di persone disponibili al lavoro e la formazione continua per l’aggiornamento e la riqualificazione delle persone che già lavorano». «La Regione – ha esordito Pietro Viotti – ha predisposto il disciplinare affinchè le imprese possano fare formazione interna, con regole che nascono da un accordo fra le parti sociali. Le competenze professionalizzanti sulla base dell’interazione tra l’impresa e l’agenzia formativa potranno essere acquisite: o totalmente presso l’impresa o totalmente presso l’agenzia o ancora, in forma mista, parzialmente presso l’impresa e l’agenzia. Fare formazione interna alle aziende è possibile ed auspicabile, perchè in tal modo si permette loro di fare cosa serve in realtà, cosa difficile con l’offerta pubblica. In più il Piemonte sta valutando la possibilità che le imprese possano assumere anche minorenni, provvedendo alla loro formazione sia professionale che alla preparazione scolastica, utilizzando agenzie esterne». Da parte del Cfp i servizi formativi offerti per l’apprendistato riguarderanno la Redazione del Pfi (Piano formativo individuale di dettaglio, l’erogazione della formazione e le azioni di supporto per il tutor aziendale, con un totale di 120 ore, di cui 48 di competenze di base e trasversali, da tenersi presso il Cfp e 72 di competenze professionali, di cui 8 a livello teorico formativo presso il Cfp e 64 a livello pratico formativo presso l’impresa. «Con la sua presenza – ha commentato Gianni Trombetta, presidente del Consiglio dei consulenti del Lavoro provinciali – il dottor Viotti ha fornito informazioni molto utili per l’applicazione del nuovo apprendistato in ambito regionale, sia per la formazione interna che esterna. Finalmente si torna a ciò che era stato l’intento della legge 55 sull’apprendistato. Ben venga la formazione con ente esterno come il Cfp che provveda a dare una tipologia di formazione di base e trasversale di qualità. In tal modo si sopperisce ad una lacuna, permettendo specificità particolari richieste da molte aziende, favorendo la nascita di nuovi posti di lavoro, soprattutto nel settore giovanile».