Gli allievi del corso “Operatore meccanico ed elettronico dell’autoveicolo” attivato dal Cfp Cebano-Monregalese nella sede di Ceva, hanno compiuto nello scorso mese di maggio una visita didattica al Museo Nicolis a Villafranca di Verona. Il Museo presenta un insieme di spazi dedicato all’automobile, alla tecnica ed alla meccanica ed è uno spettacolare contenitore di idee e cultura nel quale sono esposte collezioni che comprendono centinaia di automobili, moto, biciclette, macchine fotografiche e per scrivere, oltre a strumenti musicali di vario genere. Gli allievi hanno avuto l’opportunità di visitare tutte le parti del Museo, accompagnati dalla guida per raggiungere una serie di obiettivi: imparare una diversa “rilettura” della storia, attraverso l’approccio alle innovazioni tecniche e meccaniche e l’esame delle vetture esposte; fornire una prospettiva sull’evoluzione degli usi e dei costumi della società e delle innovazioni; introdurre la geografia nazionale ed europea sottolineando la diversità delle automobili e le loro applicazioni tecniche in funzione della loro provenienza o ubicazione geografica; illustrare come l’evoluzione dell’automobile e le gare automobilistiche, sempre più veloci e competitive, abbiano influenzato la letteratura, il giornalismo, l’arte e la vita sociale dell’ultimo secolo; avvicinare i ragazzi al codice della strada; illustrare il cambiamento nella velocità dei mezzi di trasporto ma anche il ritmo della vita nel corso degli anni, mostrando varie scoperte e innovazioni che hanno contribuito al progresso: luce, energia, suono ed elettricità. Successivamente alla visita i ragazzi hanno avuto l’opportunità di seguire un’ora di lezione con il Tecnico manutentore meccanico che svolge il suo operato presso l’officina del Museo. Pienamente soddisfatti dell’opportunità offerta, da parte dei giovani è stato ribadito come l’esperienza fosse stata ricca di nozioni: «Si è trattato – è stato il loro commento – di una giornata di formazione un po’ diversa dalla solita lezione teorica, che ha permesso di apprendere e sperimentare attraverso una didattica attiva. Per questo desideriamo ringraziare i docenti che ci hanno accompagnato e che ci hanno offerto la possibilità di apprendere nuovi concetti ed ampliare le nostre conoscenze».